Non mangiarti le unghie!
Cara Rosa,
quante volte mi sono chiesta se, un giorno o l'altro, avrei trovato la mia strada? Ultimamente tante; e quante volte, pensando a me, ho riso e pianto e sono caduta addormentata sognando chissà cosa...E' tanto tempo ormai che mi sembra di non essere padrona di quello che faccio, di quello che sono e che, giorno dopo giorno, divento: temporanea follia nello spazio di un caffè e una sigaretta mi fa rincorrere gli aquiloni della mia mente..sorrido, mi incammino verso le mie cose e faccio pacchetti dei miei pensieri..da poter regalare o buttare addosso a chi mi viene incontro. Ormai non conto più i giorni, le stagioni, i mesi e tutto mi sembra più logico, non rincorro più le cose, non esercito la dialettica, ed è buono, perchè vuol dire che ragiono meno su ciò che intendo comunicare, non mi porto dietro zaini pesanti e scarpe con i tacchi... Il neo continua ad essere il fine ultimo che intendo raggiungere, che può essere una rinnovata consapevolezza di me stessa, un' impressione più benevola di quello che sono, una certa tranquillità sapendomi in mezzo alle cose che non posso controllare.
Sta tornando l'Estate, sono tornati i pantaloni di cotone e i sandali..ho smesso il nero e sto provando a cancellarmelo anche dal volto. Tutto è in circolo, sento il mare quando esco la mattina da casa, vedo le gazze, mi accorgo dei gelsomini sui cespugli e penso che, tutto sommato, le stagioni continueranno a susseguirsi, e mi capiterà di piangere spesso perchè sono una piagnona..resterò sgomenta ancora ad una brutta notizia e penserò ancora che siamo al mondo e che non è chiara a nessuno la logica che c'è dietro la morte..
Qualche notte fa, ho sognato un'amica che sembrava essere felice, malgrado la vita che è stata piuttosto dura, mi diceva che aveva imparato qualcosa e che era serena. Ho deciso, non la chiamerò finchè non sarà lei a farlo, fino a quando non si sentirà pronta..e se ci incontreremo per caso ci abbracceremo senza dire niente..in fondo, poi, cosa ci sarebbe da dire..
A casa tutti bene, ci amiamo in silenzio e senza chiederci troppo.
Sempre tua.
Sei arrivata a tarda sera del venerdì e, come al solito, ti sei guardata intorno..cosa hai fatto finora, sei stanca? La luce quasi inesistente perchè mi era completamente passato di mente che le lampadine vanno cambiate di tanto in tanto ma, sai com'è, io vivo sempre alla giornata e certe volte dimentico che il mio mondo posso viverlo solo io così che non amo stare tanto con i piedi per terra. Avevo fatto spesa, però..e c'era anche qualcosa che ti piaceva, menomale. Certe volte mi domando come sarò io quando avrò dei figli, magari come sono adesso o forse, come dice il mio aiuto regista, nel diventare madre, diventerò anche casalinga (spero non disperata!)..In fondo sono sempre stata così, vestiti ovunque, e casa in ordine solo quando mi andava, il resto si doveva prendere come veniva..però so cucinare e questo me lo hai detto anche tu, perchè se ci metti la testa nei tegami può venire bene ma non bene bene! Se, invece, segui un po' l'istinto, un po' il buon senso i piatti vengono che sanno di te, del modo in cui vivi...
-Con todos los polvos que te echas! - disse una volta Giusy a Carlos, volendo intendere che cucinava con tante polveri..ma non aveva detto questo di certo! ...Perchè in spagnolo los polvos non sono certo le polveri ma nel gergo più stretto, sono più gli incontri pelle a pelle! (sono nell'ambito familiare, non mi va di usare il mio solito linguaggio da porto..) Lui aveva risposto con uno sconcertato - Nena, no seas tan vulgar! - e lì aveva riso comprendendo il qui pro quo..ed effettivamente anche io uso tantos polvos nei tegami, perchè mi piace l' Africa e il Medio Oriente e lì vanno a nozze con un po' di cumino e un pugno di zenzero..
Però con te solo origano e così abbiamo passato due giorni: frasi, libri, poesie per la Festa del Papà, e poi mi hai detto che il tuo personale esperimento, il matrimonio, era riuscito ma non era ripetibile! E lì ho visto un sorriso..perchè, come hai detto tante volte, con l'età si impara a conoscersi e anche nel sopportare i difetti dell'altro ci si rende conto che non siamo tanto amabili come crediamo di essere.
Il principe azzurro non esiste mi ripetevi da bambina, ma sai cosa mi chiedo? Ci credevi davvero? secondo me no..non perchè esista ma perchè bisogna credere di averlo incontrato quando sorridi di certi atteggiamenti che fino a qualche tempo prima ti avrebbero fatto rabbrividire. E poi, mica siamo fate noi... Ti ricordi la complicata donna semplice che pensavi fossi quando venivo da te con le mie mille disavventure? Chissà cosa vedevi in me...una donna complicata e complessivamente fuori di testa, come dice Marina, o una che si faceva tante domande perchè non le era chiaro il suo ruolo?
L'oroscopo non è mancato di certo, ma l'aiuto regista dice che ci attacchiamo agli oroscopi quando ci sentiamo impotenti, perchè in caso di fallimento possiamo dire che era il fato..
E su questo ti lascio stasera perchè con il fato e l'impotenza non si scherza e poi..come faccio a credere in me se continuo a chiedere a te queste cose?
Tua donna semplicemente complicata (o solo tua figlia)
Quale sia esattamente questa tanto decantata virtù non ce l'ho chiaro in mente, la calma ,come dice il proverbio, sembrerebbe a volte essere quella guista; ma poi mi domando se tra tutte le virtù ci sia una classifica di quelle che possano essere "dei forti" o "dei deboli"...
Ieri sera a teatro mi è capitato di vedere uno spettacolo chiarificante in merito alla questione, L'elogio della solitudine. E non è, come si può pensare dal titolo, un elogio alla scelta di stare da soli, a vivere con se stessi, quanto più un' accettazione della propria condizione mentale di solitari con qualche sprazzo di vana follia e disperazione. Dunque qual è la virtù di quelli che sanno stare al mondo?
E poi c'è la forza, la forza delle scelte, quella di dire no o sì contro il volere di tutti, il coraggio di esporsi..e quanti si espongono senza prevedere come andrà a finire? Secondo me davvero pochi quelli che saltano nel buio visto che, secondo la visione comune, andare avanti alla cieca è sintomo di poca concretezza e di ingenuità. E siamo tutti schiavi della visione comune...
Durante la mia tormentata adolescenza avrei fatto qualsiasi cosa per avere un po' di intraprendenza..non certo quella del o la va o la spacca, ma quel pizzico di consapevolezza che mi avrebbe permesso di stare nella mia condizione abbastanza bene da non distruggere continuamente la percezione che avevo di ciò che mi circondava..insomma stare e sapere di esserci, e sopratutto, esserne convinta!
L'introspezione che mi segue incessantemente da anni ormai non è tanto una virtù, a mio avviso, ma più una prigione..la libertà di non chiedersi perchè di ogni cosa ma agire senza rimorsi, questa sì che è una virtù..che non mi appartiene..purtroppo..
E poi tanto di cappello alla grazia, la dolcezza, la giustizia, la chiarezza, la lungimiranza, il perdono...deboli invece, la convinzione cieca, il rancore, il rimpianto, stare a galla senza prendere posizione.
Spesso queste virtù vengono a trovarmi nei miei sogni, e sono tutte sempre miste alle non-virtù..perchè sono umana e fragile e incompetente..e vorrei tanto sorriderne al risveglio, ma questo potrà accadere solo quando non ne sarò più schiava e comincerò a ridere della mia ignoranza.
Per il momento mi limito a scriverne.
Rosita cienpalabras
Ormai da due settimane nella capitale catalana, mi domando ogni giorno se è questo quello che ci si può aspettare dalla vita..stanotte ho sognato mia nonna, era una donna molto bella, triste in volto, ma dagli occhi profondi..Mi ha sorriso e mi ha porto uno spazzolino da denti, gli occhi erano quelli di sempre, ma sorrideva e sembrava calma..la casa era quella di sempre ed io ero là forse per lavoro, ma non ricordo bene...A volte mi torna in mente il suo volto e credo che un po' di quegli occhi li abbiamo ereditati in tutta la famiglia, quegli occhi stanchi, ridenti e tragici allo stesso tempo.
L'altro giorno parlavo con Suzana del Portogallo, lei vive a Lisbona adesso da quatttro anni, e mi diceva, sai è strano che ti affascini il modo di vivere portoghese, triste e felice allo stesso tempo...Saudade diceva, è il nostro vivere quotidiano..nostalgia mista ad allegria, accettazione della vita e del fado...Poi ho passato il pomeriggio con Eleni, greca di Atene, era il suo compleanno ed era un po' triste perchè diceva, non puoi trascorrere il tuo anniversario lontano da chi ami..le abbiamo regalato del vino e una maglia di uno stilista noto anche se non a me.. l'anima vagabonda mi impedisce a volte di vivere nel mondo odierno, e poi al supermercato ho trovato, nell'area, dei piatti del mondo la mussaka...le ho detto, Eleni, ho una sorpresa per te dalla Grecia..si è incantata davanti alla foto di Santorini.
Piove qui a Barcelona, il tassista, appassionato di previsioni del tempo, ha detto che continuerà fino a domani, poi di nuovo il sole..io intanto vago per la città alla ricerca di quello che ho già visto e conosco ma che spero di vedere con altri occhi..ieri sera ero in Montaner, nei pressi di Via Augusta, e mi rendevo conto che un po' tutte le città si assomigliano se non fosse per la lingua, il cibo e poco altro..Le esperessioni della gente sono uguali, si ride, si piange, si pensa e ci si ferma a guardare la fiumana di gente che va e viene dalla Rambla al monumento di Colon e vicecersa..Ho chiesto alle ragazze se avevano voglia di vedere Il Museo de la Erotica ed Eleni mi ha detto, da sola no! Con un bel chico catalan, magari...abbiamo riso, sorseggiavamo quel caffè che è tanto lungo e invita alla conversazione..a volte si parla di lavoro ma spesso sono le emozioni che prendono piede e allora Eleni ci racconta di quella chiamata con quel tale che l'ha lasciata di stucco e Daniela che dice..ho visto due che si baciavano davanti alla Cattedrale, che palle, sono venuti nella foto!
Andiamo alla Provenca a mangiare, è una cena organizzata dal lavoro, ed io con Eleni e Dani siamo sedute in un tavolo a parte perchè non c'era più posto nel tavolone e ascoltiamo il vociare da qualche metro, è tutto un miscuglio di lingue, sovrastato dal globish ovvero dall'inglese che noi tutti comprendiamo tranne glia anglosassoni!
Se non lo apri non serve a niente, il paracadute intendo..se non pensi che quello che vivi ogni giorno è comunque quello che hai desiderato, magari in una forma diversa, ma è quello per cui hai lottato, non puoi andare avanti..è difficile accettare che stai vivendo esattamente quello per cui ti sei battuta, perchè forse non eri pronta adesso, forse non lo saresti stata mai se non ci fosse stata una bella spinta...e adesso vado per le strade che qui hanno tanti nomi diversi...carrer, rambla, avenida, via....e mi dico ogni volta di non essere spericolata, di aprirlo, insomma il paracadute, di ammorbidire l'impatto con la mia mente che non smette mai di guardarsi dentro..
Benvingut a Barcelò!
Stai costruendo la tua vita, il tuo lavoro, la tua posizione..stai andando dritto per la tua strada, stai, come si dice, lavorando per te. Ma tu, dove sei?
Ogni sera torni stanca alla tua casa, al tuo letto, a ciò che conosci bene, ti guardi intorno e pensi che stai facendo bene, che stai contruendo solide fondamenta. Ma tu, dove sei?
Ti ritrovi stanca e stremata da un allenamento che non è solo fisico, perchè stai costruendo la tua forza, imprigionando la debolezza. Ma tu, dove sei?
Sei perfetta, quasi aggressiva, te lo dicono tutti. Non stai sbagliando una mossa, non stai mettendo piedi in fallo, non ti lasci sconvolgere dagli eventi. Ma la tua anima, dov'è andata?
Guardi avanti, domani arriva presto e bisogna correre, non fermarsi mai...poi la sera, che fai?
Ti guardi allo specchio e sei cambiata, più bella forse, chissà, più stanca certo, ma con la pelle liscia e non reggi il tuo sguardo. A cosa pensi?
Lavatrice, stiro, spesa, trucco e parrucco..ma poi che te ne fai?
Tra un mese nasce un bimbo, e sei curiosa..come sarà..e tu ci sarai?
Giornata piovosa.
Extrema Ratio
Capita a volte di ricordarsi improvvisamente di cose che magari non avevano un gran senso quando sono accadute ma che per qualche motivo ti restano in mente. E' il caso di Anna..m'illumino d'immenso!
Ero all'università durante una noiosissima lezione di traduzione, di quelle che non passano più, in cui un professore a dir poco bizzarro cercava di spiegare che l'accezione che si da ad una traduzione è la natura della traduzione stessa. Concetto interessante, senza dubbio, ma credo sia una di quelle cose che bisogna comprendere immediatamente o è inutile spiegarle...All'improvviso lui, sperando di rendere il concetto più chiaro fa: " Anna: m'illumino d'immenso!" e ride pensando di aver fatto breccia nei nostri cuori..e continua: sole:m'illumino d'immenso, nuvole: m'illumino d'immenso, cane, gatto, amore......
Tutto dipendeva, insomma, dal termine di paragone e la traduzione avrebbe assunto un significato di volta in volta, diverso!
"La domanda nasce spontanea" avrebbe detto Antonio Lubrano qualche anno fa..se è il termine di paragone che cambia la traduzione, come facciamo a sapere nella testa del parlante che significato assume il vocabolo? Mi spiego: se dico "Obama! M'Illumino d'immenso" è chiaro a molti che sono tanto ma tanto felice per il risultato delle elezioni americane, ma se dico " carne in scatola! M'illumino d'immenso" è già un po' difficile capire se sono davvero illuminata o solo folle..o se davvero, persa nel mare del frigo del weekend non sia davvero felice di trovare della carne in scatola che credevo inesistente.
E allora adesso elencherò alcune cose che m'illuminano d'immenso e sta a chi legge capire cosa c'è nella mia testa..sempre, certo, che non abbiate di meglio da fare ( e francamente ve lo auguro)..
Notte, m'illumino d'immenso;
cioccolata!! M'illumino d'immenso;
libro del comodino: m'illumino d'immenso;
cane della vicina. M'illumino d'immenso;
geco sul muro..m'illumino d'immenso;
Luna e stelle! M'illumino d'immenso;
occhi negli occhi; e m'illumino d'immenso.
Mani stanche: m'illumino d'immenso.......
pancia di Lara ( che aspetta Nicholas): m'illumino d'immenso.
pancia di Elisa( mentre balla)....m'illumino d'immensissimo!
pancia di Elisa: m'illumino........
piedi caldi: m'illumin(erei) d'immenso.
A coloro che s'illuminano facilmente e a quelli che alle lampadine preferiscono le candele ( io non sono tra loro), ma anche a quelli che non hanno voglia di illuminarsi, buona fine di questo lungo giorno.